Come diventare OSS – Operatore Socio-Sanitario

Cosa fa l’OSS? Dove lavora? Come si diventa OSS? Rispondiamo ad alcune domande legate a una delle figure professionali più richieste al giorno d’oggi. Quella dell’OSS è una figura professionale molto richiesta in ambito assistenziale e sanitario. L’operatore socio-sanitario svolge infatti un’attività vitale, perché volta a soddisfare molti dei bisogni primari delle persone. Ma quali sono, esattamente, i tratti dell’Operatore Socio Sanitario? Dove svolge le sue mansioni? E soprattutto, come si fa a lavorare come Operatore Socio Sanitario? Cerchiamo di fare chiarezza. OSS - Profilo professionale L’OSS è a tutti gli effetti una figura cruciale per utenti che vivono in condizioni di disagio psichico e motorio. L’Operatore Socio Sanitario svolge delle funzioni medicali semplici, aiutando l’utente ad assumere farmaci e misurandone i parametri vitali quando necessario; supporta l’utente nell’igiene personale, lo aiuta a vestirsi e a muoversi con posture corrette, e anche a mangiare regolarmente. L’operatore socio-sanitario si assicura inoltre che gli ambienti di vita e di cura dell’utente siano sempre sani, attraverso processi di disinfezione e sanificazione che coinvolgono gli strumenti sanitari utilizzati.  Il lavoro dell’OSS ha però validità anche in ambito sociale. Da questo punto di vista i suoi compiti primari nei confronti dell’assistito sono essenzialmente due. In primo luogo, lavora per stimolarne le capacità espressive e psico-motorie, in modo da facilitare il suo inserimento in attività di gruppo. In secondo luogo, mira a stimolare l’assistito nel mantenimento e/o recupero dei rapporti umani più significativi come, ad esempio, parentele o amicizie. Dove lavora l’OSS? L’Operatore Socio-Sanitario lavora sia per aziende pubbliche che private, in strutture di assistenza sociale e sanitaria: scuole, ospedali, case di riposo e comunità sono i luoghi principali in cui l’OSS svolge il suo lavoro, ma può trovare impiego anche in ambito privato, ovvero proprio a casa della persona da assistere. Come diventare OSS Per lavorare come OSS qualificato è necessario conseguire il relativo attestato, rilasciato al termine di un corso di formazione professionale per OSS. Il corso ha una durata di 1000 ore, di cui 450 di teoria e 100 di esercitazioni. Le rimanenti 450 sono invece destinate a un tirocinio. L’attestato rilasciato a seguito del superamento dell’esame relativo ed è valido su tutto il territorio nazionale oltre ad essere riconosciuto da tutti i paesi dell’Unione Europea. Una volta conseguito l’attestato, sarà possibile accedere al mondo del lavoro tramite strutture private oppure partecipando ai bandi di concorso pubblici che vengono spesso pubblicati a livello regionale. Per saperne di più, ...

Qual è la differenza tra OSS e OSS+S?

Pur svolgendo mansioni simili, tra OSS e OSS+S esistono alcune differenze fondamentali: andiamo a scoprirle nel dettaglio. Uno degli errori più comuni in ambito socio-sanitario consiste nel considerare OSS (operatore socio sanitario) e OSS+S (operatore socio sanitario specializzato) come due figure equivalenti. In effetti, come andremo a leggere nelle prossime righe, questi due profili professionali svolgono delle mansioni assimilabili tra loro. Ciononostante, OSS e OSS+S si differenziano per alcuni elementi. OSS e OSS+S - i ruoli OSS e OSS+S sono due figure molto richieste in ambito sociale e sanitario. Come già spiegato nell’articolo dedicato all’OSS, quest’ultimo riveste un ruolo cruciale nel supporto di pazienti con disagi psichici e motori. Analogamente, anche l’OSS+S opera nello stesso ambito e ha la possibilità di aiutare il paziente svolgendo le stesse mansioni dell’OSS. A differenza di quest’ultimo però, l’OSS+S si colloca un gradino sopra a livello prettamente professionale. Infatti, attraverso un percorso di formazione più lungo e profondo, l’OSS+S si specializza in ambito sanitario e medicale, ottenendo la possibilità di svolgere compiti che solitamente sono di competenza degli infermieri e che sono preclusi all’OSS. In particolare, l’operatore socio sanitario specializzato può somministrare farmaci e terapie prescritte all’utente, occuparsi di medicazioni più complesse ed anche eseguire clisteri e flebo. Il ruolo dell’OSS+S è quindi più completo rispetto a quello dell’operatore socio sanitario. OSS e OSS+S - la formazione A questo punto sorge spontanea una domanda: come si diventa OSS+S? Innanzitutto è bene sottolineare che i corsi di formazione complementare per diventare operatore socio sanitario specializzato non sono presenti su tutto il territorio nazionale ma soltanto in alcune regioni. Di conseguenza, se si vuole proseguire il percorso di formazione, una volta ottenuto il titolo di OSS sarà necessario verificare l’esistenza dei moduli di formazione complementare in assistenza sanitaria presenti nella regione di residenza. In secondo luogo, come già anticipato, sarà necessario completare un percorso più lungo e profondo rispetto a quello per diventare OSS. Infatti, una volta ottenuto l’attestato di qualifica professionale di “Operatore Socio Sanitario 1000 ore” bisognerà frequentare un corso di ulteriori 400 ore allo scopo di conseguire l’attestato di qualifica professionale di “Operatore Socio Sanitario con formazione complementare O.S.S.+S 400 ore“. Se sei interessato a seguire il corso per diventare OSS+S, ...

Come diventare ASO – Assistente di Studio Odontoiatrico

Cosa fa l’ASO? Dove lavora? Come si diventa ASO? Rispondiamo ad alcune domande legate a una figura professionale emergente. Quella dell’ASO è una figura professionale relativamente nuova, istituita ufficialmente il 9 febbraio 2018 dal Decreto Legislativo del Presidente del Consiglio e dei Ministri. Forse è anche per questo che non tutti hanno le idee chiare sull’ASO. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sulle mansioni che svolge, sui luoghi in cui esercita la sua professione e sul percorso da intraprendere per diventare Assistente di Studio Odontoiatrico. ASO - Profilo professionale L’ASO è un operatore che svolge delle funzioni al fine di assistere l’odontoiatra e i professionisti sanitari del settore odontoiatrico durante il loro lavoro. L’Assistente di Studio Odontoiatrico svolge un ruolo fondamentale nel corso degli interventi, durante i quali passa gli strumenti di lavoro all’odontoiatra, lo aiuta con manovre di primo soccorso e, eventualmente, segnala possibili malesseri del paziente al personale medico. La funzione dell’ASO non è però limitata al solo momento dell'intervento: esso ha il compito di occuparsi della sanificazione dell’ambiente medico attraverso la pulizia degli strumenti di lavoro e il loro riordino dopo l’utilizzo. Anche la componente organizzativa è alla base del lavoro dell’ASO, il quale si occupa di accogliere i pazienti e di raccogliere i loro dati, gestire gli appuntamenti dell’odontoiatra, tenere in ordine lo schedario dei clienti, occuparsi della documentazione clinica e di tutte le procedure amministrative. Inoltre, l’ASO cura i rapporti dello studio medico con consulenti e fornitori esterni. Dove lavora l’ASO? L’ASO svolge la sua attività professionale sia all’interno di studi odontoiatrici che di strutture sanitarie che forniscono servizi odontostomatologici. Può quindi trovare impiego sia nel settore privato che in quello pubblico, svolgendo il proprio lavoro sempre in collaborazione con lo staff odontoiatrico. Come si diventa ASO? Per lavorare come Assistente di Studio Odontoiatrico è necessario conseguire l’attestato rilasciato a seguito del corso di formazione professionale per ASO. La durata totale è di 700 ore, 300 di teoria e 400 di tirocinio. L’attestato ottenuto al superamento dell’esame è valido su tutto il territorio nazionale e offre la possibilità di lavorare sia in Italia che all’estero. Per saperne di più, visita il nostro sito o ...

Come diventare OPI (ex EPI) – Operatore dell’Infanzia

Cosa fa l’OPI? Dove lavora? Come si diventa OPI? Rispondiamo a queste domande, legate a una figura professionale la cui importanza è sempre più in crescita. L’infanzia è un momento cruciale per lo sviluppo di ogni individuo. Durante questa fase si creano le condizioni che determinano il percorso di crescita e formazione di ognuno di noi, andando dunque a incidere in maniera rilevante sul nostro futuro. Ciononostante, per motivi disparati, non sempre i genitori sono in grado di soddisfare appieno i bisogni dei bambini. Per questo motivo, avvalersi dell’aiuto di una figura professionale come l’OPI, in grado di supportare i genitori nel processo di crescita dei propri figli può essere un fattore decisivo. OPI - Profilo professionale Alla luce di quanto detto è facile intuire come quello dell’OPI sia un ruolo fondamentale nella società contemporanea, nonché una figura richiestissima nel mondo del lavoro. Ma andiamo per ordine. Qual è, con esattezza, la descrizione di questa qualifica professionale? Per dare una risposta ci rifacciamo alla descrizione ufficiale di Regione Campania: “L’Operatore dell’infanzia è impegnato nell’attività di accudimento e animazione rivolta a bambini e famiglie, in strutture residenziali e semiresidenziali (comunità per minori, soggiorni-vacanza, reparti ospedalieri), servizi e interventi socio-educativi per l’infanzia e la famiglia (servizi educativi e ricreativi territoriali per il tempo libero, centri ricreativi e aggregativi, animazione estiva del tempo libero), servizi socio-educativi per la prima infanzia. Svolge attività di sostegno alla genitorialità: interventi con/per le famiglie nella scuola e nei servizi o direttamente sul territorio. L’Operatore dell’infanzia collabora alle attività di progettazione e realizzazione - soprattutto in supporto alla figura dell'educatore - di iniziative culturali, ricreative ed espressive finalizzate alla socializzazione, allo sviluppo delle capacità creative e relazionali e allo sviluppo delle potenzialità di crescita del bambino.” Dove lavora l’OPI? Come riportato sopra, l’Operatore dell’Infanzia può trovare sbocchi lavorativi in molte strutture, tra le quali scuole e asili, centri per l’affido e l’adozione, case famiglia, centri vacanze, ludoteche, associazioni per l’infanzia ma anche reparti ospedalieri per bambini. Come si diventa OPI? Per lavorare come Operatore dell’Infanzia è necessario conseguire la relativa qualifica rilasciata a termine di un corso di formazione della durata complessiva di 600 ore, di cui 240 di stage. La qualifica è riconosciuta da Regione Campania ed è valida a livello nazionale. Per candidarsi, invece, gli unici requisiti sono aver compiuto 18 anni ed essere in possesso di un diploma di scuola superiore. Il programma didattico del corso di formazione per OPI prevede: Caratteristiche e impiego dei materiali pedagogico-educativi e di gioco Dinamiche di gruppo Diritti del bambino riconosciuti in ambito costituzionale e in contesto internazionale Elementi di dinamiche di gruppo Elementi di diritto civile e penale della famiglia e dei minori Elementi di educazione alla salute Elementi di etica professionale Elementi di metodologia del gioco e dell’animazione Elementi di pedagogia generale e sociale Elementi di psicologia e di psicologia dell’età evolutiva Metodologie del lavoro di rete Psicologia relazionale e dell’età evolutiva Sistema dei servizi per l’infanzia Tecniche della comunicazione multimediale Tecniche di accoglienza del bambino Tecniche di comunicazione affettivo/emozionale Tecniche di conduzione dei gruppi Tecniche di igiene e sicurezza negli ambienti di vita Tecniche di osservazione e valutazione dei risultati di attività/progetti eseguiti Tecniche di primo soccorso Tecniche di progettazione partecipata Tecniche e metodi per l’analisi dei bisogni Tecniche per la gestione dei conflitti Per saperne di più, ...

Qual’è la differenza tra i corsi SAB (ex REC) e HACCP?

SAB e HACCP rappresentano i corsi più importanti per il settore alimentare: ecco cosa offrono e quali sono le differenze. Se operate nel settore degli alimenti e delle bevande o più semplicemente state pensando di avviare un’attività in questo campo professionale, con ogni probabilità vi sarà capitato di imbattervi nelle nomenclature SAB, REC e HACCP. Non a tutti è chiaro in cosa differiscono: cerchiamo di spiegarlo. Il corso SAB (ex REC) Con il termine “SAB” si identifica il corso di somministrazione Alimenti e Bevande che va a sostituire il vecchio “REC”, dicitura con cui si faceva riferimento al Registro Esercenti il Commercio al quale era obbligatorio iscriversi se si voleva avviare un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Quest’ultimo è però stato abolito, come già citato, in quanto sostituito dal SAB. Al giorno d’oggi, chiunque volesse aprire un locale che somministra alimenti e bevande è obbligato a frequentare il corso SAB, come stabilito dal Decreto Legislativo n.59 del 2010. Tale corso offre al candidato una formazione completa circa gli aspetti più importanti per il corretto svolgimento della sua attività commerciale, tra cui: Adempimenti contabili e tributari Nozioni di base di contrattualistica e di disciplina previdenziale Nozioni di base su prodotti e servizi assicurativi business e bancari business Nozioni di diritto commerciale Nozioni di base di marketing e vendite Tecniche e psicologia della vendita Nozioni di base di organizzazione e gestione aziendale Caratteristiche e proprietà degli ingredienti e delle materie prime dei prodotti alimentari e delle bevande Certificazioni di qualità Elementi di merceologia alimentare Normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro Tipologie e caratteristiche delle attrezzature per la preparazione dei prodotti alimentari e delle bevande Normative e tecniche di confezionamento, etichettatura e tracciabilità dei prodotti alimentari e delle bevande Procedure e tecniche di conservazione, manipolazione, preparazione, trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari freschi e conservati e delle bevande Autocontrollo e sistema haccp Normativa in materia di igiene e sicurezza alimentare Normativa in materia di informazione e tutela del consumatore Le attività per le quali è obbligatorio ottenere l’attestato rilasciato al termine del corso SAB sono le seguenti: Supermercati, mini market e negozi alimentari Rosticcerie Fast-food  Tavole calde Bar  Caffetterie Ristoranti  Pizzerie Enoteche Farmasanitarie Negozi di prodotti per l’infanzia Rivenditori di integratori alimentari Sempre stando al Decreto Legislativo n.59 del 2010, possono poi essere esonerati dalla frequentazione del corso coloro che possiedono almeno uno dei seguenti requisiti: Aver lavorato nel settore alimentare per almeno 2 anni, anche non continuativamente, nel corso degli ultimi 5 anni. Possedere un Diploma di Scuola Superiore o una Laurea, o un diploma di un’altra Scuola Professionale almeno triennale, nell’ambito della vendita, del commercio e/o della somministrazione di bevande e alimenti. Essere stati iscritti al REC prima che quest’ultimo venisse abolito. Il corso HACCP A differenza del corso SAB, il corso HACCP si pone l’obiettivo di preparare tutti gli operatori del settore alimentare nell’ambito dell’igiene e della sicurezza degli alimenti. L’attestato rilasciato al termine del corso è obbligatorio per chiunque lavori in questo settore, come affermato dal Decreto Legislativo 155/97. La validità dell’attestato cambia in base alla regione di residenza: In Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige la periodicità di aggiornamento dipende da quanto indicato nel manuale HACCP, come stabilito dal titolare dell’attività alimentare. In Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Sardegna l’aggiornamento è richiesto ogni 2 anni. In Emilia Romagna, Campania, Piemonte, Abruzzo, Calabria, Marche, Sicilia, Umbria e Valle D’Aosta l’aggiornamento è richiesto ogni 3 anni. In Liguria e Puglia l’aggiornamento è richiesto ogni 4 anni. Nel Molise e in Toscana l’aggiornamento è richiesto ogni 5 anni. In conclusione, SAB e HACCP sono entrambi corsi fondamentali per lavorare nel settore degli alimenti e delle bevande. Per saperne di più telefonate ...

Laurea in Giurisprudenza: gli sbocchi lavorativi

La laurea in Giurisprudenza offre molti sbocchi lavorativi: avvocato, notaio e magistrato sono solo alcuni dei lavori possibili. Cosa si può fare una volta ottenuta una laurea in giurisprudenza? Molto, ed è anche per questo che in tanti decidono di intraprendere questo percorso accademico. Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio tutti i principali sbocchi professionali che questa laurea offre. Avvocato La stragrande maggioranza delle persone sceglie di studiare giurisprudenza con l’obiettivo di diventare avvocato. Bisogna però sottolineare che conseguire la laurea in legge non è sufficiente per esercitare da subito questa professione: al termine del percorso accademico è infatti necessario svolgere un tirocinio di 18 mesi presso uno studio legale e, in seguito, partecipare al concorso che vale l’iscrizione all’albo.  Notaio Un’altra delle professioni più ambite in ambito legale è quella del notaio. Anche in questo caso, però, il percorso per diventare un professionista abilitato va ben oltre la semplice laurea. Terminati gli studi sarà necessario svolgere un periodo di praticantato di 18 mesi, di cui almeno 12 continuativi. Al termine di quest’ultimo ci si potrà iscrivere al concorso bandito annualmente dal Ministero della Giustizia, al cui termine solo chi avrà raggiunto le posizioni utili nella graduatoria potrà iniziare la carriera notarile. Magistrato Come nei casi precedenti, anche chi vuole diventare magistrato dovrà continuare il suo percorso formativo una volta conclusa la laurea in giurisprudenza. In particolare, il candidato dovrà essere in possesso di un ulteriore titolo di studio come un dottorato, l’iscrizione all’albo degli avvocati o il completamento di un tirocinio in tribunale. Quest’ultimo dura 18 mesi e permette al tirocinante di assistere i magistrati in tutte le fasi dei processi. Giurista d’impresa La laurea in giurisprudenza offre anche sbocchi lavorativi in azienda. Ad esempio, quella del giurista d’impresa è una figura molto richiesta in ambito lavorativo perché in grado di svolgere numerose attività all’interno di un’impresa. Può dedicarsi alle cause dei dipendenti, alle controversie legali che possono coinvolgere l’azienda, alla gestione di questioni tributarie ma anche alla salvaguardia di brevetti o marchi.  A differenza delle professioni precedentemente citate, per diventare giurista d’impresa non è necessario sostenere alcun esame aggiuntivo ma è fortemente consigliato frequentare uno dei tanti Master istituiti negli ultimi anni che mirano ad approfondire lo studio delle dinamiche che regolano il mondo dell’impresa. Consulente del lavoro Anche quello del consulente del lavoro è un ruolo generalmente inserito all’interno di un contesto aziendale privato ma può trovare un impiego anche in quello pubblico. Si dedica a risolvere le problematiche legate all’inquadramento del personale e gestisce relazioni, comunicazioni e pratiche principalmente con i centri per l’Impiego, la direzione del lavoro, l’INAIL, l’INPS e con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro. La laurea in giurisprudenza è uno dei possibili primi passi per diventare consulente del lavoro: a tale professione, infatti, è possibile accedervi anche tramite il conseguimento di altre lauree. Al termine del percorso di studi è poi previsto un tirocinio di 18 mesi presso uno studio legale, commercialistico o di ragionieri; infine, il candidato dovrà superare l’esame di abilitazione e potrà iscriversi all’albo. Diplomatico Un laureato in giurisprudenza con una grande passione per il diritto internazionale ha anche la possibilità di intraprendere una carriera in ambito diplomatico, lavorando per ambasciate e consolati. Oltre alla laurea in legge, in questo caso occorrerà conoscere approfonditamente almeno due lingue straniere e superare il concorso pubblico, a cui non è però possibile partecipare dopo aver compiuto 35 anni. Concorsi pubblici e altre funzioni Infine, la laurea in giurisprudenza permette di partecipare a numerosi concorsi pubblici o, in alternativa, esplorare altre opportunità di carriera. Ad esempio, si può partecipare ai concorsi per diventare commissario di Polizia o funzionario presso l’Agenzia delle Entrate ma si può anche intraprendere una carriera in ambito accademico, come insegnante di diritto in istituti tecnici e professionali. La laurea in giurisprudenza apre molte porte nel mondo del lavoro. Per cominciare subito il tuo percorso telefonaci ...

Coronavirus: OSS cercasi

L’attuale emergenza legata al Covid-19 apre nuove opportunità per gli OSS: ecco gli annunci e i link da utilizzare per candidarsi. L’urgenza del momento storico attuale richiede l’aiuto di molte figure professionali in campo sanitario, in particolare gli OSS. Di seguito tutte le offerte in ambito nazionale e le istruzioni da seguire per inviare la propria candidatura. Abbiamo individuato 3 diverse possibilità per lavorare come Operatore Socio Sanitario sul territorio nazionale. Croce Rossa Come riportato sul sito del Ministero della Salute, la Croce rossa italiana è alla ricerca di medici, infermieri, OSS e personale sanitario con disponibilità immediata per supportare le aree più colpite. Per candidarsi è necessario compilare questo modulo: https://bit.ly/2xjzk7L o mandare un sms al numero 435 35 35 scrivendo “disponibilità immediata” e la propria qualifica (ad esempio “OSS”). INRCA L'Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani ha pubblicato degli avvisi per le sedi di Ancona, Osimo (AN), Fermo e Casatenovo (LC) finalizzati alla formazione di elenchi di OSS e Medici (specializzati e specializzandi) a cui poter attingere per l’attuale emergenza. Le informazioni necessarie alla candidatura possono essere reperite a questa pagina sul sito dell’INRCA. Openjobmetis Anche l’agenzia per il lavoro Openjobmetis è alla ricerca di Operatori Socio Sanitari in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria. Per candidarsi basta inviare il curriculum vitae all’indirizzo email sanita@openjob.it, scrivendo come oggetto “campagna straordinaria infermieri e oss”. Se siete a conoscenza di altre richieste di assunzione, segnalatecelo e saremo ben lieti di integrare le informazioni in questo articolo, confidando di supportare, nel nostro piccolo, l’emergenza sanitaria nazionale nonché la carriera degli OSS, che mai come ora stanno rivelando la loro fondamentale importanza nel sistema sanitario nazionale. Per contattarci potete scrivere un messaggio privato alla nostra pagina Facebook o mandare una e-mail a ...

I vantaggi della formazione a distanza

Costi, flessibilità e una maggiore interazione: scopriamo insieme i vantaggi della formazione a distanza. La tecnologia è ormai parte integrante delle nostre vite. La sfera sociale, così come quella professionale, ha beneficiato enormemente dei mezzi tecnologici a disposizione, evolvendosi anno dopo anno. Ciononostante, il campo della formazione, almeno fino a qualche mese fa, non era ancora riuscito a sfruttarne appieno il potenziale. L’emergenza legata al Covid-19, invece, ha reso necessario un cambiamento profondo in ambito formativo, facendo luce sui molti vantaggi della formazione a distanza. Formazione a distanza: le modalità Partiamo da un presupposto: le modalità in cui si svolge la formazione a distanza possono essere differenti. In particolare, l’apprendimento può essere sincrono o asincrono. In quest’ultimo caso, le lezioni possono essere seguite offline, con i propri tempi. Al contrario, durante l’apprendimento sincrono le lezioni si svolgono in tempo reale. I nostri corsi, ad esempio, prevedono una combinazione di entrambi i tipi di apprendimento (70% sincrono), approccio in grado di ottimizzare i vantaggi della formazione a distanza. Costi Il primo vantaggio riguarda i costi, non solo in termini economici. Per quanto da questo punto di vista ne guadagnino sia le aziende che gli studenti, il risparmio è sensibile soprattutto in termini di tempo. Un elemento di particolare importanza, visti i tanti impegni lavorativi e i ritmi a cui procede la vita al giorno d’oggi. Banalmente, non avere l’obbligo di recarsi in sede, magari al termine di un’estenuante giornata lavorativa, fa risparmiare tempo prezioso da poter investire in altre attività. Flessibilità Proprio alla luce di quanto detto, l’opportunità di seguire le lezioni direttamente da casa garantisce un alto grado di flessibilità. Gestire tanti impegni non è impresa semplice ma la formazione a distanza può agevolare l’organizzazione delle nostre giornate. Questo aspetto è particolarmente valido per l’apprendimento asincrono, che come citato permette di formarsi a seconda delle proprie esigenze. Interazione D’altro canto, l’apprendimento sincrono offre ai candidati un ampio margine di interazione con compagni e docenti, forse addirittura maggiore della sua controparte canonica. Questo è dovuto alla presenza di strumenti di messaggistica istantanea come chat che permettono agli studenti di porre domande e ricevere risposte in tempo reale, in maniera agile e organizzata. Un beneficio notevole, soprattutto in classi molto numerose. La situazione provocata dal Covid-19 ha costretto molte realtà a scoprire e sfruttare i vantaggi della formazione online, senza compromettere il campo della formazione professionale. I nostri corsi OSS, ASO, BLSD, le lauree triennali e specialistiche, nonché i master, sono solo alcuni dei corsi disponibili in modalità FAD (Formazione A Distanza), che quindi possono essere seguiti online senza necessità di recarsi presso le nostre aule fisiche. Per maggiori informazioni puoi contattarci al 339 7738972 e iniziare subito la tua ...